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I 5 errori più costosi che vedo ogni giorno nei portafogli degli investitori

Data pubblicazione: 19 giugno 2026

Autore: Giovanni Noli

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Rappresentazione visiva dell'articolo: I 5 errori più costosi che vedo ogni giorno nei portafogli degli investitori

In evidenza

IN BREVE

  1. I 5 errori tipici
  2. Il filo conduttore di tutti questi errori
  3. Cosa fanno i portafogli che funzionano



Introduzione: il problema non è il mercato

Molti investitori pensano che i risultati dipendano da:


  1. mercati
  2. economia
  3. eventi globali


In realtà, dopo anni di lavoro sui portafogli, la verità è molto più semplice e meno comoda:

Il problema non è quasi mai il mercato. Sono le decisioni che prendiamo dentro il mercato. E gli errori

che distruggono valore sono spesso sempre gli stessi.


Errore n.1 — Tenere troppa liquidità “per sicurezza”

È probabilmente l’errore più diffuso. La logica è semplice: “Così non rischio!”

Ma abbiamo visto che: la liquidità non è neutrale in quanto nel tempo non cresce, non protegge dall’inflazione

e perde valore reale.

Risultato: sicurezza percepita oggi = perdita certa domani. 


Errore n.2 — Investire senza una strategia chiara

Molti portafogli sono costruiti così: un fondo consigliato in banca, qualche prodotto visto online, qualche idea presa da amici o media. Questo porta a non avere coerenza con i propri obiettivi e ad una scarsa gestione del rischio. Senza una strategia non si

investe, si improvvisa.

Risultato: non un portafoglio ma una somma casuale di strumenti.


Errore n.3 — Reagire alle emozioni (sempre nel momento sbagliato)

Questo è il più costoso in assoluto. Schema tipico:


  1. mercato sale → entusiasmo → si entra
  2. mercato scende → paura → si esce


Esattamente l’opposto di ciò che andrebbe fatto. E ciò succede per la paura di perdere, per l’innata loss avesion e per la sovraesposizione alle notizie.

Risultato: comprare alto, vendere basso (senza rendersene conto).


Errore n.4 — Guardare solo il rendimento e non il rischio

Quasi tutti gli investitori fanno questa domanda: “Quanto rende?” Ma quasi mai questa: “Quanto rischio sto prendendo per ottenere quel rendimento?” Questo porta a desiderare una cosa senza rendersi conto di ciò che comporta, questo perché il rendimento senza contesto non significa nulla.

Risultato: portafogli sbilanciati, esposizioni inconsapevoli, drawdown non gestibili.


Errore n.5 — Cambiare continuamente direzione

Altro errore tipico è non rimanere coerenti con la strategia individuata spesso non dando il tempo ai vari strumenti di esprimere a pieno il proprio potenziale o eseguire il proprio compito. Il ribilanciare continuamente il portafoglio in media presenta più rischi che opportunità. Questo perché ogni cambio azzera il percorso, introduce costi impliciti, distrugge disciplina.

Risultato: nel lungo periodo la mancanza di coerenza pesa più di qualsiasi scelta sbagliata.


Il filo conduttore di tutti questi errori

Se li guardiamo bene, tutti e cinque, non sono errori tecnici ma errori comportamentali.

Soprattutto nascono dal tentativo di ridurre il disagio nel breve periodo


  1. evitare volatilità
  2. evitare incertezza
  3. evitare decisioni difficili


Ma il prezzo è sempre lo stesso cioè risultati peggiori nel lungo periodo.

Il vero problema (che quasi nessuno dice) è che la maggior parte degli investitori non ha bisogno del prodotto perfetto, di più informazioni tecniche, di più previsioni,…

Ha bisogno di qualcuno che lo protegga da sé stesso.


Cosa fanno invece i portafogli che funzionano

Lo dico subito: non sono perfetti e non evitano volatilità. Ma hanno tre caratteristiche fondamentali:

1. Sono costruiti sugli obiettivi (non sui trend)

2. Hanno una logica chiara (allocazione, rischio, orizzonte temporale)

3. Sono disciplinati nel tempo (non cambiano a ogni notizia)

Questo non elimina il rischio ma lo rende gestibile e coerente.


In definitiva

Investire non è questione di:


  1. trovare il prodotto giusto
  2. prevedere il mercato
  3. entrare nel momento perfetto

È questione di evitare errori prevedibili e ripetuti in quanto nel lungo periodo: non sono i mercati a determinare il risultato ma il comportamento dell’investitore. E la guida di un consulente finanziario può fare una differenza enorme. 

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